La risposta di Evomach alla carenza di operatori e alla variabilità della piegatura nelle carpenterie
Mentre il dibattito industriale si concentra su intelligenza artificiale, IoT e fabbrica connessa, nelle carpenterie medio-leggere italiane il problema è molto più concreto e immediato: far funzionare il reparto piegatura ogni giorno, con continuità, qualità e personale disponibile. Ed è proprio qui che si gioca la vera partita della cosiddetta manifattura human-centric.
Il problema reale: dipendenza dall’operatore
Nella maggior parte delle officine, la piegatura su pressa tradizionale resta un processo fortemente dipendente dall’abilità individuale. L’operatore esperto non è solo una risorsa: è spesso il vero fattore produttivo. Quando manca, si ferma la produzione o cala drasticamente la qualità.
A questo si aggiunge un tema strutturale spesso sottovalutato: il carico fisico. La movimentazione manuale delle lamiere durante le fasi di piegatura richiede sforzi significativi, soprattutto su pezzi medio-grandi o su spessori importanti. Non è raro che siano necessari due operatori per gestire un singolo ciclo, con impatti diretti su produttività e costi.
Il risultato è un sistema produttivo fragile, dove qualità e tempi dipendono da variabili difficilmente controllabili: esperienza, affaticamento, disponibilità di personale qualificato. Nel frattempo, mentre nei convegni si parla di Industria 5.0, molte aziende lavorano ancora con logiche di processo sostanzialmente invariate da decenni.
Il principio human-centric, applicato davvero
La fabbrica human-centric viene spesso associata a tecnologie avanzate e digitalizzazione spinta. In realtà, il suo principio di base è molto più semplice: è la macchina che deve adattarsi all’operatore, non il contrario.
In quest’ottica, la semiautomazione rappresenta il passaggio più concreto e immediatamente applicabile. Non elimina l’operatore, ma ne riduce il carico fisico e cognitivo, rendendo il processo più stabile, ripetibile e accessibile.

È su questo approccio che si inserisce la proposta di Evomach, realtà tecnico-commerciale italiana specializzata nella lavorazione della lamiera, attiva su tutto il territorio nazionale. Fondata nel 2014, l’azienda non propone una visione futuristica della fabbrica, ma soluzioni operative già disponibili per migliorare l’efficienza produttiva.
Nella foto: Renato Gastaldo e Piero Merlino, fondatori di Evomach
La tecnologia: piegatura tangenziale semiautomatica
ùLa risposta concreta si traduce nella pannellatrice semiautomatica a piegatura tangenziale, sviluppata dal partner tedesco Schroeder Group e distribuita in Italia da Evomach.
Il principio operativo introduce una differenza sostanziale rispetto alla pressopiegatura tradizionale: il pezzo non viene mai ribaltato durante il ciclo. Rimane sempre appoggiato e supportato, mentre la macchina esegue in sequenza automatica le pieghe positive e negative.
L’avanzamento avviene tramite un sistema a ventose che posiziona il pezzo senza necessità di movimentazione manuale da parte dell’operatore. Il controllo POS3000 consente di simulare l’intera sequenza di piega prima di avviare la produzione, riducendo il rischio di errori e ottimizzando i tempi di setup.
Il risultato è un processo gestito da un solo operatore per l’intera sequenza, con una drastica riduzione dello sforzo fisico e una maggiore stabilità qualitativa.

Dal punto di vista applicativo, la tecnologia copre un ampio spettro produttivo: spessori fino a 6 mm nelle configurazioni standard, con versioni heavy duty che arrivano fino a 16 mm, e lunghezze lavorabili fino a 5.050 mm.
È importante sottolineare che si tratta di una soluzione semiautomatica: l’operatore resta centrale nel presidio del processo, ma non è più chiamato a sostenere il peso fisico della lavorazione né a compensare manualmente le variabili di piega.
Il ruolo di Evomach: processo prima della macchina
In questo contesto, il ruolo di Evomach non si limita alla fornitura della tecnologia. L’approccio parte dall’analisi del ciclo produttivo del cliente, con l’obiettivo di individuare dove la semiautomazione possa generare il maggior valore.
Le dimostrazioni non avvengono in showroom, ma presso clienti con impianti in produzione reale, permettendo di valutare concretamente l’inserimento della macchina nel flusso operativo.
Un altro elemento distintivo è il servizio post-vendita: Evomach garantisce assistenza tecnica entro 24 ore su tutto il territorio nazionale, un aspetto particolarmente rilevante in un contesto dove i fermi macchina hanno impatti immediati sulla produzione.



Evoluzione, non rivoluzione
La piegatura semiautomatica non rappresenta una rottura con il passato, ma un’evoluzione concreta dei processi esistenti. Non sostituisce completamente le tecnologie tradizionali, ma ne riduce i limiti operativi più critici.
In un momento in cui la manifattura è chiamata a diventare più sostenibile dal punto di vista umano oltre che produttivo, soluzioni di questo tipo offrono una risposta immediata: meno dipendenza dall’abilità individuale, minore sforzo fisico, maggiore standardizzazione della qualità.
Senza attendere la fabbrica del futuro, ma migliorando quella di oggi.



