Possono i robot prendersi cura dei nostri genitori?

Il progetto europeo “Tele-Encounters: Beyond the Human” esamina l’emergere di robot sociali come compagni per gli anziani in relazione alla migrazione e alla solitudine.

Il progressivo aumento dell’età media della popolazione europea richiede delle nuove strategie per fornire un aiuto concreto ed efficace nella vita di tutti i giorni alle persone che vivono da sole. In Italia, infatti, la percentuale di popolazione di età superiore ai 65 anni che vive in solitudine supera il 30%. In altri stati, come ad esempio la Romania, si arriva a toccare anche il 35%. Cifre che, se pensiamo in particolare a quest’ultimo caso, sono dovute anche al fatto che molti cittadini rumeni negli ultimi decenni hanno abbandonato il proprio paese per motivi di lavoro, lasciando da soli i propri genitori.

Entro il 2050 il tasso di dipendenza degli anziani in Europa aumenterà drasticamente e sempre più over 65 avranno bisogno di assistenza e cure. Costruire così dei robot che si prendano cura degli anziani non è più una prospettiva distopica, ma è un’ipotesi che si fa sempre più concreta. 

Per questo, il Teatro George Ciprian (Romania), l’Università Cattolica di Murcia (Spagna) e Industria Scenica (Italia), hanno deciso di affrontare attraverso “Tele-Encounters: Beyond the Human”, progetto europeo co-finanziato dal programma Creative Europe, le questioni etiche relativa ai robot caregiver.

Tele-Encounters: Beyond the Human esplora l’integrazione tra la tecnologia (telematica, robotica e intelligenza artificiale) e l’arte, attraverso l’incontro fruttuoso di artisti, scienziati, esperti di tecnologia e sociologi. Viene esaminato, in particolare, l’emergere di robot sociali come compagni per gli anziani in relazione alla migrazione e alla solitudine. 

Il progetto è sviluppato attraverso workshop, seminari, piattaforme interattive di simulazione robotica, ma anche campagne di comunicazione partecipata, ideazione e realizzazione di robot, pubblicazioni, podcast e spettacoli telematici. 

Fino al 2023 il pubblico residente in Italia, Romania e Spagna sarà invitato a partecipare a laboratori creativi guidati da artisti di teatro e animazione digitale, a immaginare modelli di robot sociali e a scegliere il loro codice etico, i tratti della personalità, l’aspetto. Questi robot saranno poi portati in vita da artisti ed esperti con modelli 3D interattivi, disponibili in quattro lingue (italiano, inglese, rumeno e spagnolo) su una piattaforma online. In Italia, il percorso di ricerca creativa verrà guidato da Industria Scenica in collaborazione con la Scuola di Robotica di Genova (https://www.scuoladirobotica.it/), che da anni promuove attività per un impiego consapevole della robotica e delle nuove tecnologie, e da Alessandra Piras, artista 3D, classe 1995, che darà vita digitale ai disegni, stimoli e storie dei robot ideati durante gli workshop.

Successivamente, sarà creato uno spettacolo teatrale telematico che si svolgerà contemporaneamente in due sale teatrali collegate in videoconferenza: il Teatro George Ciprian di Buzau (Romania) e l’Everest – Spazio alla Cultura di Vimodrone (MI). La storia seguirà la relazione tra una madre anziana in Romania, il suo robot di compagnia e sua figlia in Italia, e si baserà su interviste con migranti e genitori anziani rimasti in Romania. Prenderà parte allo spettacolo anche il robot immaginato dal pubblico che funzionerà come una marionetta digitale comandata da un’attrice.

Il progetto Tele-Encounters: Beyond the Human non sarà solo una prova di quella che la ricercatrice Elizabeth Jochum definisce “robot revolution”, ma anche un percorso che ha il preciso scopo di aprire il dibattito a un pubblico più vasto sul futuro e sull’etica delle interazioni uomo-robot e, al contempo, immaginare l’avvento dei robot caregiver nelle famiglie transnazionali. 

Tele-Encounters: Beyond the Human è frutto della collaborazione di 3 partner in 3 paesi europei. 

Ideatore e coordinatore del progetto è il Teatro George Ciprian di Buzau (Romania), uno dei primi teatri ad essere finanziato dallo Stato in Romania. Lo affiancano l’Università Cattolica San Antonio – UCAM, università privata con sede a Murcia (Spagna), con oltre 20 anni di storia e più di 17.000 iscritti, e Industria Scenica che, oltre alle competenze di drammaturgia di comunità, porterà al progetto un territorio, come quello di Vimodrone e della Martesana, ricco di esperienza per quanto riguarda i flussi migratori.

Tutte le informazioni su Tele-Encounters: Beyond the Human sono disponibili sul sito www.industriascenica.com

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