Plug-and-play, quali Benefit per le Industrie del Futuro?

16/12/2020

L’industria dell’Internet of Things sta rivoluzionando giorno dopo giorno il sistema produttivo delle nostre aziende

Ludovica Cerini

Se fino a non molto tempo fa le innovazioni dell’industria 4.0 sembravano troppo lontane da poter essere considerate una soluzione a processi produttivi stantii, oggi invece si vive in un clima decisamente più aperto verso le nuove tecnologie, complice anche la presa di coscienza da parte delle industrie, circa i grandi cambiamenti nell’ambito del consumo di massa.

La domanda di beni di consumi e servizi va sempre più incontro a mutamenti repentini: le abitudini dei consumatori si evolvono sempre più velocemente e le industrie sono alla ricerca di strutture e modelli che consentono di assecondare una produzione flessibile, in grado di rispondere ai trend fluttuanti del mercato.

Stiamo assistendo, infatti, ad uno spostamento dai processi di produzione di massa a processi di customizzazione di massa. I bisogni dei consumatori appaiono oggi sempre più frammentati e il ciclo di vita dei prodotti si è accorciato drasticamente. Di conseguenza anche le aziende manifatturiere si interessano maggiormente alle possibilità di ristrutturarsi.

Le tecnologie pilastro dell’ industria 4.0 si adattano bene a questa necessità, proprio perché riescono a creare un ecosistema produttivo più efficiente; ma cosa succede quando, per andare incontro all’esigenza di flessibilità, bisogna far cooperare sistemi e tecnologie?

Il concetto di flessibilità dipende soprattutto dagli sforzi di configurazione richiesti per ristrutturare gli impianti di produzione e, se pensiamo alla grande quantità di nuove tecnologie impiegate, ci rendiamo conto che far dialogare i differenti sistemi sia qualcosa di complesso e che rischia di ritardare la riconversione produttiva.

Attualmente, la stragrande maggioranza delle strutture di produzione utilizza tecnologie di automazione proprietarie, e cioè studiate e programmate con protocolli di comunicazione ottimizzati per una ristretta area di applicazione. Di conseguenza, gli attuali sistemi di produzione automatizzati appaiono essere poco flessibili, a causa proprio dei grandi sforzi richiesti per il processo di configurazione. La complessità del processo determina la capacità dell’impianto produttivo ad accogliere i cambiamenti nello schema di produttività.

Per capire meglio cosa succede in questo contesto, basti pensare a come era fino a non molto tempo fa il processo di collegamento mouse-computer. Per far dialogare i due device, bisognava installare dei driver, seguire un processo macchinoso e pieno di ostacoli e che in sostanza era dispendioso a livello di tempo impiegato.

La visione odierna è quella di offrire alle aziende un sistema molto più simile all’azione di collegamento di un device USB ad un Pc, un sistema plug-and-play.

Arrivare a tale grado di efficienza è possibile, e l’interesse nel mondo della ricerca è sicuramente aumentato in questo campo. La necessità è di trovare un sistema globale per ogni macchina, software o interfaccia che assicuri il ritmo di produzione rimanga costante o addirittura più efficiente.

Unificare gli standard è la chiave per far crescere l’industria del futuro

Oggi nel mondo si utilizzano più di dieci linguaggi macchina, fatto che rende difficile creare un sistema globale di comunicazione tra macchine.

L’OPC UA, letteralmente Open Platform Communication Unified Architecture, è uno standard che sta già permettendo a tecnologie che non dialogano e ai protocolli di comunicazione diversificati di entrare in connessione in tempi rapidi. Si tratta infatti di un protocollo aperto di comunicazione macchina-macchina per l’automazione industriale che facilita lo scambio tra sistemi automatizzati; l’OPC UA può essere utilizzato su tutti i sistemi software, come Windows, Mac, Linux, Android e risulta quindi essere altamente scalabile, utilizzabile cioè sia su sistemi embedded minimi, sia su sistemi cloud più grandi.

Il protocollo può essere utilizzabile, tra l’altro, da network chiusi o anche attraverso internet, perché all’interno della sua architettura sono previsti sistemi di controllo, autenticazione e cifratura.

L’ OPC UA, grazie alla sua capacità di favorire lo scambio per la comunicazione industriale, si sta confermando come elemento chiave per lo sviluppo dell’Industria 4.0.

Attualmente i settori che hanno tratto notevoli vantaggi dall’OPC UA sono soprattutto i settori dell’automotive, del food and beverage, l’industria petrolifera e del gas, energia, packaging e tanti altri che iniziano ora a sperimentare questo nuovo approccio.

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