Le tecnologie digitali nell’era del Covid-19

15/09/2020

Come le nuove tecnologie supportano le aziende durante l’epidemia

Simona Pira

ll 2020 sarà ricordato da tutti come un anno di cambiamento. Un anno segnato da moltissimi eventi  tragici legati all’epidemia di COVID-19, un anno contraddistinto da una conseguente crisi economica  che proseguirà negli anni successivi. Un anno però che dal punto di vista lavorativo potrebbe segnare  una svolta culturale. Se le imprese vogliono lavorare nel 2020 devono diventare flessibili, devono  incentivare lo smart working, devono conciliare produzione e distanziamento sociale.  E fortunatamente in parte questo è possibile grazie alle innumerevoli tecnologie disponibili.

Le tecnologie sono al centro anche in questo particolare momen to storico contraddistinto e influenzato dall’epidemia globale. Ma oltre al disagio sociale che questa situazione ha provocato,  è il disagio economico che preoccupa tutti. Così come le perso ne non si sono spostate da casa, buona parte delle aziende non  sono andate a vendere i propri prodotti o servizi, hanno visto fer mare la propria produzione, hanno dovuto chiudere le proprie  saracinesche. Questo in nome di una crisi sanitaria da fermare,  nessuno lo mette in discussione, ma con conseguenze non tra scurabili sul bilancio di ogni azienda e sulle prospettive lavorati ve di moltissime persone.

Consola però pensare che se la stessa pandemia si fosse pre sentata vent’anni fa avrebbe portato a conseguenze economiche  ancor più disastrose, perché nell’affrontare questo periodo ab biamo avuto a disposizione molte tecnologie che ci hanno sup portato in una parte delle attività.

Ed è così che molte case sono diventate uffici, molte riunioni si  sono tenute online, molti si sono adoperati per rendere questo  periodo un momento di riprogettazione delle proprie attività e di crescita della propria azienda, e tutti quelli che hanno potuto  hanno continuato a lavorare, non senza difficoltà e preoccupa zioni per il futuro.

Nel bel mezzo della cosiddetta “fase 2”, una volta allentato il lock down che ci ha tenuti bloccati in casa per settimane, le aziende  hanno potuto riaprire i propri cancelli. Da quel momento hanno  dovuto seguire in un percorso ad ostacoli fatto di procedure, re gole da seguire alla lettera, perché ognuno ha avuto – e ha – il  dovere di fare la propria parte, per riuscire nell’obiettivo di con tenere i contagi e consentire che le attività lavorative possano  proseguire senza ulteriori fermate.

Ed ecco che arrivano la sanificazione delle postazioni, il distan ziamento sociale, la misura della temperatura corporea, il moni toraggio dei turni di lavoro.

Le tecnologie che ci hanno supportato durante il lockdown, per mettendoci di lavorare da remoto, di condividere dati e informa zioni in modo efficiente, sono entrate nella nostra quotidianità  lavorativa, e per molte aziende sono divenute soluzioni da adot tare anche nelle fasi successive dell’emergenza.

 

Telemanutenzione

La manutenzione è uno degli ambiti che può trarre un grandissi mo vantaggio dall’uso delle tecnologie digitali. Grazie infatti alla  realtà aumentata è possibile svolgere attività di manutenzione  direttamente presso l’azienda cliente, senza la presenza fisica  del manutentore.

Utilizzando un tablet, uno smartphone, o un visore per la realtà  aumentata, infatti, l’addetto può inquadrare l’oggetto su cui ese guire la manutenzione, che riporterà dei tag di riconoscimento  (anche dei semplici QR code). Le istruzioni da seguire gli verran no mostrate direttamente sullo schermo o sul visore, oggetto  che gli permette di utilizzare entrambe le mani per compiere le  azioni richieste.

Anche senza ricorrere alla realtà aumentata, comunque, le  tecnologie digitali permettono a più interlocutori di operare in  sinergia condividendo immagini, video, dati e informazioni in  tempo reale, così che un operatore possa essere guidato dal  manutentore nelle operazioni da eseguire.

IoT per il distanziamento sociale e per il contact tracing

Il distanziamento sociale si è rivelato essenziale per limitare il  contagio. Molte aziende che lavorano nel campo dell’ Internet  of Things (IoT) stanno proponendo dispositivi in grado di segna lare la presenza di un’altra persona troppo vicina. Braccialetti,  ciondoli e applicazioni sullo smartphone sono tutti supporti che  possono identificare la presenza di un altro dispositivo simile a  sé stesso e mandare un segnale nel caso si avvicini troppo. Il  segnale può essere luminoso (un led che lampeggia), può essere  sonoro, o può consistere in una vibrazione che ti allerta dell’ec

cessiva vicinanza e ti induce ad allontanarti.

Le tecnologie IoT possono anche aiutare le imprese nell’arduo  compito di ricostruire i contatti di una persona nell’ipotesi che  si riveli positiva a COVID-19. Questi dispositivi infatti possono te nere in memoria ogni evento che si è verificato, ovvero ogni av vicinamento critico, memorizzando la distanza, la data, l’ora, e il  dispositivo con cui si è venuti in contatto, in modo da identificare  automaticamente i dispositivi delle persone che sono venute a  contatto con la persona positiva.

Tali tecnologie, inoltre, possono costituire anche un supporto  per riprogettare le procedure previste per il distanziamento so ciale permettendo di monitorare ambienti critici come ad esem pio mense aziendali, corridoi stretti, e andando ad analizzare  il numero di eventi critici avvenuti in un luogo piuttosto che in  altro, permettendo di individuare tutti quei contesti delicati che  necessitano di un punto di attenzione maggiore e magari di una  riprogettazione.

Strumenti collaborativi

Il lockdown è finito ma è necessario guardare in faccia alla realtà:  l’home working, è ancora fortemente consigliato in tutti i con testi in cui è possibile adottarlo. Per questo le soluzioni cloud, i  software gestionali, i software che permettono la collaborazione  da remoto tra più persone costituiscono mezzi fondamentali per  far sì che l’home working sia praticato senza peggiorare le per formance aziendali – anzi, in alcuni casi incrementandole.

Quando i dati sono sul cloud o su un software accessibile dall’e sterno, le informazioni necessarie per proseguire con i progetti,  per monitorare, per analizzare, sono a disposizione di tutti in  ogni luogo e in ogni momento.

Un’azienda che ha un sistema documentale digitalizzato e che  ha i suoi dati accessibili da remoto non avrà grandi problemi nel  far lavorare da casa o con presenza a turni i propri dipendenti  per permettere così il rispetto delle distanze negli uffici.

Un’azienda basata sul cartaceo semplicemente si ferma o di venta estremamente inefficiente, non potendo rendere i propri  dipendenti in grado di lavorare al di fuori dei confini aziendali  e perdendo così la possibilità di far lavorare tutti, anche se con  modalità non consuete.

Non ultima per importanza, questi strumenti permettono la for mazione a distanza, fondamentale per ogni azienda che fa del  miglioramento e dell’apprendimento continuo un cavallo di battaglia.

Nessuno avrebbe potuto prevedere il periodo ap pena trascorso e le difficoltà relative, ma l’essere  nel bel mezzo della Quarta Rivoluzione Industria le, una rivoluzione digitale, ha fatto sì che una di screta percentuale di aziende si adattasse piuttosto  velocemente alle nuove condizioni, con cambia menti che forse si stanno manifestando anche a  livello culturale.

Molte aziende hanno iniziato a sfruttare la flessibili tà data dalle nuove tecnologie, a tenere in conside razione il raggiungimento degli obiettivi, anziché la  presenza fisica dei dipendenti in ufficio, imponendo  di concentrarsi su strategie e risultati, piuttosto che  sulla routine quotidiana del posto di lavoro.

Le imprese dovranno adesso decidere se impiegare  nel futuro le strategie adottate durante l’emergenza,  valutando quali ripercussioni avranno queste scelte  se adottate nel lungo periodo.

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