Innovazione sostenibile

11/05/2021

L’innovazione sostenibile come volano del rilancio post-pandemia

Daniela Tulone

 

“Come indica l’etimologia della parola crisi, siamo ad un punto di svolta il cui orientamento sarà determinato dalle scelte di oggi.”

L’impraticabilità di un ritorno del business ai tempi pre-COVID-19 se da un lato accresce l’incertezza del post-pandemia, dall’altro può rappresentare un’opportunità. Si tratta infatti di un’occasione per rivedere i modelli di business, imparando dalle lezioni passate e identificando nuove opportunità in linea con la visione di un’Europa sostenibile, resiliente e digitale allineata ai Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite (UN SDGs).

Tra le sfide evidenziate dalla pandemia troviamo elementi utili per la ripartenza, come ad esempio l’impulso dato dal COVID-19 al digitale, evidenziando potenzialità e accelerando un cambiamento culturale che ci vedeva in ritardo rispetto alla media EU. La pandemia ha portato anche una maggiore consapevolezza delle conseguenze causate dall’azione dell’uomo sull’ambiente e dell’urgenza di realizzare una transizione ecologica finora procrastinata. In particolare, ha messo in luce rischi e costi di una mancata azione, anche a livello della singola azienda, e l’inefficacia di un approccio miope volto a preservare lo stato attuale del business, che considera spesso la sostenibilità come un costo e non come un investimento.

Coniugare innovazione digitale e transizione ecologica aiutando le PMI a identificare nuove opportunità di business per il rilancio post-pandemia è l’obiettivo di ecoSurge, un lab di progetti di co-creazione innovativi focalizzato alla creazione di nuove soluzioni digitali Internet of Things (IoT) e Artificial Intelligence (AI), integrate con nuovi modelli di business attraverso una collaborazione tra PMI, gruppi di ricerca e istituzioni.

La transizione ecologica unita all’innovazione digitale può rappresentare il volano della ripartenza delle PMI, per le tante opportunità di business legate a bisogni emergenti.

L’analisi di Eurobarometer del 2020 mostra le PMI italiane in ritardo rispetto alla media europea in tema di sostenibilità. Per esempio, il 69% delle PMI intervistate dichiara di non avere in corso alcuna azione verso la transizione sostenibile del proprio business e il 31% non prevede azioni in futuro, contro il 18% della media europea. Questo gap, se non colmato attraverso un cambio di passo deciso, porterà ad una perdita progressiva di competitività in Europa.

La crisi attuale può rappresentare per le PMI un’opportunità per rivedere prodotti, servizi e strategie aziendali in un’ottica innovativa e competitiva utilizzando le tecnologie digitali. Ad esempio l’analisi dei dati e i sistemi di monitoraggio automatici real-time basati su IoT e AI possono non solo incrementare la produttività, migliorare la qualità dei processi produttivi, ridurre costi e rischi e utilizzare al meglio risorse come energia ed acqua, ma anche rafforzare il rapporto con il cliente fornendo un’offerta personalizzata.

L’innovazione digitale, unita a modelli innovativi di business, per esempio basati su circular economy e strategie win-win, può amplificare ulteriormente i benefici non solo in termini di valore creato dall’azienda, mitigazione dei rischi e immagine, ma anche di ricadute sociali e ambientali sulla comunità.

Chiaramente la definizione e realizzazione di una strategia integrata “digitale-sostenibile” richiede competenze e risorse che spesso vanno oltre le capacità di una PMI. L’apertura verso forme di collaborazione interdisciplinari può rappresentare un elemento chiave per la ripartenza aziendale. Alleanze e forme di co-creazione possono portare ad una riduzione dei costi di sviluppo e dei rischi, alla disponibilità di nuove risorse, e all’espansione del proprio network, con la possibilità di attrarre a sua volta nuove opportunità di business.

Chiaramente co-creare richiede apertura a idee innovative e a punti di vista diversi. Questo comporta un cambiamento culturale e un passaggio dalla modalità competitiva basata su personalismi e spesso responsabile di inefficienze e rallentamenti nella crescita in tempi di crisi, ad una modalità cooperativa fondata su una visione e benefici condivisi. Come molti casi di successo mostrano, il progetto di co-creazione risulta rafforzato quando guidato da valori condivisi e da un chiaro impatto sociale o ambientale.

Innovazione e interdisciplinarità ricoprono un ruolo chiave nei progetti collaborativi di ecoSurge, che si avvale di una comunità di esperti, ricercatori, imprenditori in Europa e negli USA, e affronta sfide legate all’agricoltura sostenibile, al riutilizzo del packaging per un consumo sostenibile, all’assistenza da remoto di pazienti cronici, all’efficienza energetica e alla gestione dell’acqua. ecoSurge offre inoltre eventi di approfondimento su temi legati al digitale per la transizione ecologica del post-pandemia e incontri tematici tra esperti ed aziende per condividere esperienze, strumenti e ragionare insieme intorno alle opportunità da cogliere per favorire la ripartenza.

www.ecosurge.org

 

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